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    Il Dio unico del monoteismo è al di là di qualsiasi oggetto naturale, compreso lo stesso uomo; per questa semplice ragione ogni tentativo di fornirne una raffigurazione artistica non può che essere, oltre che fallimentare, in qualche modo... more
    Il Dio unico del monoteismo è al di là di qualsiasi oggetto naturale, compreso lo stesso uomo; per questa semplice ragione ogni tentativo di fornirne una raffigurazione artistica non può che essere, oltre che fallimentare, in qualche modo blasfemo, perché immeschinisce Dio a uno dei tanti oggetti della natura. Da questo punto di vista il divieto della produzione delle immagini espresso nei testi fondanti del monoteismo è ben più che un semplice divieto, è un’espressione dell’essere stesso di Dio. Questo divieto apre un vero abisso tra la cultura dell’antico popolo ebraico, o la cultura biblica, e quella di tutti i popoli politeisti dell’antichità; tale differenza culturale tra l’antico popolo ebraico e i popoli politeisti si estende, al di là dei limiti dell’ambito della religione, anche ad altri aspetti della cultura, in particolare all’arte.
    Le riflessioni coheniane sull’aspetto artistico di questa distanza tra la cultura biblica e quella greca sono l’oggetto della prima parte di questo libro; nella seconda parte si affronta invece il tema delle riflessioni coheniane sulla raffigurazione del divino nel cristianesimo, in particolare nella figura di Gesù Cristo ma anche, secondariamente, di Maria.
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    Quarta di copertina: È questa la prima monografia sull’estetica di Hermann Cohen, un aspetto della sua filosofia in gran parte trascurato dagli studiosi. La disamina dei principi fondamentali dell’estetica coheniana è guidata, nella... more
    Quarta di copertina:

    È questa la prima monografia sull’estetica di Hermann Cohen, un aspetto della sua filosofia in gran parte trascurato dagli studiosi. La disamina dei principi fondamentali dell’estetica coheniana è guidata, nella presente ricerca, dalla tesi interpretativa per cui solamente attraverso la considerazione dell’estetica è possibile comprendere autenticamente il valore del sistema filosofico coheniano nel suo presentarsi come un sistema di filosofia della cultura, non semplicemente della scienza. A questa tesi interpretativa si unisce la tesi teoretica che il metodo dell’estetica coheniana abbia ancora un interesse per la filosofia contemporanea, in qualità di modello metodico per una filosofia della cultura che intenda affrontare i diversi ambiti culturali senza negare il loro intrinseco pluralismo e la ricchezza del loro concreto divenire storico, ma al tempo stesso senza abdicare relativisticamente al compito filosofico di fornirne una fondazione ideale.
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    The Italian word “pudore” means both a feeling of shame and the virtue of modesty. The concept of modesty as a true virtue is now compromised by the overcoming of the traditional dualistic conception of the human being. This rejection of... more
    The Italian word “pudore” means both a feeling of shame and the virtue of modesty. The concept of modesty as a true virtue is now compromised by the overcoming of the traditional dualistic conception of the human being. This rejection of the concept of modesty as a true virtue, however, appears to be based on the claim to reduce the whole human life to its objective and material aspects. On the contrary, the safeguard of the (lato sensu) spiritual dimension and of the wealth of possibilities of fulfillment of the human life requires the preservation of modesty as a virtue; this virtue, however, can’t be based on the belief that the parts of our body that we don’t show publicly have to be hidden as shameful; on the contrary, they have to be kept for intimacy and protected from the complete reduction to mere objectivity without reference to their expressive value.
    Come è noto, Michel Henry ha più volte affermato che l'uomo, in quanto vivente, non appartiene all'ordine della creazione, bensì a quello della generazione da parte di Dio. Ci si può tuttavia chiedere quale posto spetti, in questa... more
    Come è noto, Michel Henry ha più volte affermato che l'uomo, in quanto vivente, non appartiene all'ordine della creazione, bensì a quello della generazione da parte di Dio. Ci si può tuttavia chiedere quale posto spetti, in questa distinzione di un ordine della creazione e di un ordine della generazione, agli esseri viventi non umani. Attraverso un esame dei pochi cenni relativi alla vita degli animali nelle opere henriane giungo alla conclusione che, se si cerca nel concetto henriano della generazione un fondamento per sostenere la specificità dell'atto con cui Dio dà la vita all'uomo rispetto a quello con cui crea ogni altro essere, si resta almeno parzialmente delusi: il concetto henriano della generazione non porta a distinguere infatti dal complesso della creazione un ambito proprio esclusivamente dell'uomo, bensì un ambito proprio di tutti gli esseri viventi.
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    Questo intervento all'interno di un numero monografico avente per tema "Quale esperienza per la filosofia della religione?" mira a superare la concezione secondo cui l'esperienza religiosa sarebbe una forma di empiria, di esperienza di... more
    Questo intervento all'interno di un numero monografico avente per tema "Quale esperienza per la filosofia della religione?" mira a superare la concezione secondo cui l'esperienza religiosa sarebbe una forma di empiria, di esperienza di oggetti, e a fornire argomenti a favore dell'ipotesi che l'esperienza religiosa sia invece fondamentalmente un'esperienza affettiva, che si declina nelle modalità principali del credere e dell'amare.
    Il sistema intervallare della musica occidentale ha un fondamento naturale o si fonda su una semplice convenzione? Nel "Cratilo" di Platone troviamo un suggerimento per uscire da questa sterile alternativa e per formulare invece l'ipotesi... more
    Il sistema intervallare della musica occidentale ha un fondamento naturale o si fonda su una semplice convenzione? Nel "Cratilo" di Platone troviamo un suggerimento per uscire da questa sterile alternativa e per formulare invece l'ipotesi che il sistema intervallare occidentale sia creato come uno strumento dall'intelligenza umana, sì che esso debba essere adeguato alla natura del suono senza però essere il mero rispecchiamento di processi naturali indipendenti dall'uomo.
    Questa prospettiva consente di comprendere meglio alcuni tratti del rapporto natura-convenzione anche al di là della questione del sistema intervallare.
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    Jewish monotheism forbids every representation of God. In ancient Greece, on the contrary, great sculptural art was mainly representation of several gods. I wonder whether, according to Hermann Cohen, sculpture and paganism are... more
    Jewish monotheism forbids every representation of God. In ancient Greece, on the contrary, great sculptural art was mainly representation of several gods. I wonder whether, according to Hermann Cohen, sculpture and paganism are necessarily bound together. What, then, is the meaning of artistic representation of Jesus Christ? Is he the ideal of an unification of God and Man?
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    Charles Larmore sostiene la duplice tesi secondo cui a) essere un io significa avere una relazione con se stessi, ma b) questa autorelazione non è da intendersi come una forma di conoscenza. In particolare egli respinge la posizione... more
    Charles Larmore sostiene la duplice tesi secondo cui a) essere un io significa avere una relazione con se stessi, ma b) questa autorelazione non è da intendersi come una forma di conoscenza. In particolare egli respinge la posizione secondo la quale noi avremmo una forma di autoconoscenza di noi stessi immediata e radicalmente diversa da ogni conoscenza oggettiva.
    In questo breve saggio si tenta di mostrare, con l'aiuto del pensiero di Michel Henry, che invece questa forma di autoesperienza immediata dell'io si dà continuamente, è fondamentale per l'ipseità dell'io (di ogni io) ed è un'esperienza del tutto quotidiana e basilare.
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    Nell’estetica coheniana l’attenzione è rivolta principalmente alla creazione artistica; occorre però anche considerare la questione della ricezione. Cohen sostiene in proposito che la ricezione estetica non sia alcunché di passivo, ma... more
    Nell’estetica coheniana l’attenzione è rivolta principalmente alla creazione artistica; occorre però anche considerare la questione della ricezione. Cohen sostiene in proposito che la ricezione estetica non sia alcunché di passivo, ma piuttosto una riproduzione, nella quale la coscienza estetica produce se stessa riproducendo l’opera d’arte.
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    In "La barbarie" Michel Henry reflects about University and about the dangers that impend at present over it; in the light of a conception of culture as development of the individual and of his powers, Michel Henry maintains that it is... more
    In "La barbarie" Michel Henry reflects about University and about the dangers that impend at present over it; in the light of a conception of culture as development of the individual and of his powers, Michel Henry maintains that it is necessary for University to be separated from society. This separation is today challenged; University is more and more subjected to aims that are not its own; this subjection of University is a mirror of a general alienation of every human activity.
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    Nell’epoca dello scientismo, secondo Michel Henry, la medicina rappresenta uno degli ultimi rifugi della cultura, in quanto essa, a differenza delle scienze che fanno dell’uomo un semplice oggetto, riconosce l’uomo stesso nella sua realtà... more
    Nell’epoca dello scientismo, secondo Michel Henry, la medicina rappresenta uno degli ultimi rifugi della cultura, in quanto essa, a differenza delle scienze che fanno dell’uomo un semplice oggetto, riconosce l’uomo stesso nella sua realtà di soggetto vivente e sofferente, che nel caso sia malato non deve essere semplicemente riparato come si ripara un oggetto rotto, ma piuttosto riportato al possesso dei suoi poteri e alla gioia di vivere. La medicina non è dunque una riduzione dell’uomo alla materialità e all’oggettività, ma proprio il contrario di tale riduzione, cioè una delle principali forme di riconoscimento della sua autentica soggettività.
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    Breve testo dedicato al tema del rapporto circolare e paradossale tra l’esperienza umana del male e l'esperienza umana di Dio nel libro “Del male e di Dio” di Claudio Ciancio.
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    Il tema fondamentale dei "Dialoghi con Leucò" è lo stesso delle "Eumenidi" di Eschilo: l’avvenuta acquisizione del predominio da parte della nuova generazione di dèi, gli dèi olimpici, sulle divinità più antiche. Nelle "Eumenidi" tutte... more
    Il tema fondamentale dei "Dialoghi con Leucò" è lo stesso delle "Eumenidi" di Eschilo: l’avvenuta acquisizione del predominio da parte della nuova generazione di dèi, gli dèi olimpici, sulle divinità più antiche.
    Nelle "Eumenidi" tutte queste trasformazioni sono viste come il trionfo di una nuova saggezza, che è la saggezza degli dèi olimpici e soprattutto di Zeus, ma è anche una saggezza umana: trionfano infatti le leggi e la giustizia della vita cittadina sopra l’organizzazione tribale delle comunità primitive.
    Nei "Dialoghi con Leucò", al contrario, il trionfo dei nuovi dèi sugli antichi è vissuto con profonda angoscia; la statuizione di leggi sociali e culturali sembra significare per Pavese la perdita della naturalità dell’uomo, del suo legame con il tutto vivente del mondo. Di fronte alla situazione di impoverimento e di angoscia che si è venuta a creare con la vittoria degli dèi olimpici e la loro conquista del mondo, Pavese avanza in alcuni dialoghi la previsione che questa situazione non sia eterna ed irredimibile, ma sia invece destinata ad avere una fine. Questo non è un ritorno al mondo titanico, in quanto non ritornano i sassi o le selve; essi piuttosto ci sono sempre e durano in eterno nel loro perpetuo trasformarsi attraverso le stagioni del mondo. La natura, nell’uomo ed intorno a lui, risulta così la vera ed eterna trionfatrice sul mondo degli dèi e delle costruzioni artificiose della civiltà.
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    Nella sua penultima opera, “Incarnation”, Michel Henry fa numerosi riferimenti al pensiero di diversi Padri della Chiesa, con particolare riferimento alla loro opposizione alla gnosi: Atanasio, Ireneo, Tertulliano, Agostino e Cirillo.... more
    Nella sua penultima opera, “Incarnation”, Michel Henry fa numerosi riferimenti al pensiero di diversi Padri della Chiesa, con particolare riferimento alla loro opposizione alla gnosi: Atanasio, Ireneo, Tertulliano, Agostino e Cirillo. Scopo di questo saggio è esaminare i diversi brani delle opere patristiche citati o esaminati da Henry riportandoli al loro contesto originario.
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    Viene qui esaminato il ruolo che nell’estetica coheniana ha il bello naturale. Anche se nelle opere estetiche di Cohen il tema del bello è affrontato prima di tutto in relazione all’arte, la possibilità che una teoria estetica ha di... more
    Viene qui esaminato il ruolo che nell’estetica coheniana ha il bello naturale. Anche se nelle opere estetiche di Cohen il tema del bello è affrontato prima di tutto in relazione all’arte, la possibilità che una teoria estetica ha di rendere conto del bello naturale è considerata da Cohen come un importante criterio per valutare la teoria stessa. Per Cohen, tuttavia, è del tutto essenziale all’apprezzamento estetico il riferimento all’uomo; la natura che può secondo Cohen essere oggetto di apprezzamento estetico non è dunque una natura presuntamente incontaminata, bensì una natura in cui la presenza dell’uomo e del suo lavoro sono sempre in qualche modo presenti.
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    Come è noto, nel § 80 della “Critica del Giudizio” Kant si confronta con alcune ipotesi evoluzionistiche del suo tempo. In questo saggio si ricostruisce l’orizzonte scientifico delle teorie richiamate da Kant; successivamente vengono... more
    Come è noto, nel § 80 della “Critica del Giudizio” Kant si confronta con alcune ipotesi evoluzionistiche del suo tempo. In questo saggio si ricostruisce l’orizzonte scientifico delle teorie richiamate da Kant; successivamente vengono prese in esame le riflessioni di due filosofi neokantiani, Hermann Cohen e August Stadler, sull’evoluzionismo darwiniano. Le questioni fondamentali del confronto di tutti questi autori con l’evoluzionismo del proprio tempo sono sostanzialmente due: che ruolo può avere la teleologia nella scienza che studia gli esseri viventi? Che cosa significa l’evoluzionismo per la nostra possibilità di avere una speranza razionale che l’intera natura abbia uno scopo e sia in qualche modo diretta al bene?
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    In questo saggio si prende in esame l'opera "Fra Gherardo" di Ildebrando Pizzetti, analizzando come in essa siano reinterpretate fonti medioevali sia per quanto riguarda le vicende narrate (tratte principalmente dalla "Cronica" di... more
    In questo saggio si prende in esame l'opera "Fra Gherardo" di Ildebrando Pizzetti, analizzando come in essa siano reinterpretate fonti medioevali sia per quanto riguarda le vicende narrate (tratte principalmente dalla "Cronica" di Salimbene da Parma), sia per quanto riguarda l'utilizzo di materiali o di stilemi letterari e musicali. In particolare risulta interessante la presenza di una canzone trobadorica e di una lauda nell'opera; la prima, però, è autenticamente medioevale (per quanto adattata da Pizzetti al contesto dell'opera), la seconda è invece un'invenzione di Pizzetti, creata tuttavia sulla base di stilemi duecenteschi.
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    La prima fase delle ricerche filosofiche di Hermann Cohen si svolge all’interno del movimento della Völkerpsychologie; negli scritti di questo periodo hanno una grande importanza i temi estetici, e in particolare il rapporto tra arte,... more
    La prima fase delle ricerche filosofiche di Hermann Cohen si svolge all’interno del movimento della Völkerpsychologie; negli scritti di questo periodo hanno una grande importanza i temi estetici, e in particolare il rapporto tra arte, mito e poesia. Questo saggio è dunque dedicato a esaminare tali scritti principalmente riguardo ai temi estetici, distinguendo e prendendo in considerazioni due diverse concezioni che convivono nei primi di essi, cioè la concezione propria della Völkerpsychologie e una filosofia idealistico-romantica basata sul concetto di intuizione intellettuale.
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    Nel dibattito sulla natura delle scienze storiche e sulla loro distinzione rispetto a quelle naturali, le posizioni dei fondatori delle due grandi scuole neokantiane sono contrapposte. Certamente più nota è la posizione di Windelband,... more
    Nel dibattito sulla natura delle scienze storiche e sulla loro distinzione rispetto a quelle naturali, le posizioni dei fondatori delle due grandi scuole neokantiane sono contrapposte. Certamente più nota è la posizione di Windelband, secondo cui la differenza tra scienze storiche e scienze naturali consisterebbe in una diversità di atteggiamento: idiografico per le prime, nomotetico per le seconde. Hermann Cohen nega invece la possibilità di una conoscenza autenticamente idiografica, poiché ogni conoscenza è produzione di concetti (che sono sempre, in linea di principio, universali), mai semplice rispecchiamento di oggetti singoli; la direzione della conoscenza verso l’universale e verso la determinazione completa dell’individuo sono dunque due direzioni comuni di un’unica produzione di concetti e quindi, per usare il termine windelbandiano, di un’unica nomo-tesi. In questo saggio, la contrapposizione tra queste due posizioni è esaminata in riferimento a una specifica disciplina storica, la storia dell’arte.
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    Nella sua "Ästhetik des reinen Gefühls" (1912) Hermann Cohen fornisce una fondazione idealistica dei principali elementi della musica (il ritmo, l'armonia, gli intervalli...); riesaminando oggi questa fondazione idealistica è possibile... more
    Nella sua "Ästhetik des reinen Gefühls" (1912) Hermann Cohen fornisce una fondazione idealistica dei principali elementi della musica (il ritmo, l'armonia, gli intervalli...); riesaminando oggi questa fondazione idealistica è possibile trovare in essa l'ipotesi di una via d'uscita dall'alternativa tra naturalismo e convenzionalismo riguardo al nostro sistema musicale.
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